Fondazione Giovanni Michelucci
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Città plurale

La città contemporanea, sotto tutte le latitudini, è sottoposta alla pressione degli spostamenti di popolazioni che dalle periferie del mondo si muovono verso gli agglomerati urbani e verso migliori prospettive di vita e di abitazione. Cambiamenti urbani e presenza di nuove popolazioni si intrecciano profondamente, e quel che potrebbe costituire un elemento virtuoso del ripensamento della città (nel senso di una nuova apertura alla pluralità dei suoi abitanti, dei loro bisogni e dei loro stili di vita) rischia a volte di essere indicato come l’elemento prevalente della crisi della città e della sua identità.
Al contrario, lo spazio come stratificazione di coesistenza, di rapporti e conflitti di culture, di affermazione e mediazione dell’identità, è in fondo il tema storico della città cosmopolita, della spazialità policulturale, dell’habitat comunicativo. E’ un tema che appartiene alla storia delle città che hanno avuto sempre nel proprio tessuto la presenza di comunità straniere, di più lingue parlate, di architetture che riflettevano la molteplicità civile della città, il valore della commistione delle culture del mondo.
La città plurale è un orizzonte che può essere affrontato solo agendo per incrementare il carattere di flessibilità, di comprensione e assorbimento delle diversità da parte del modello urbano, aumentando i varchi e la permeabilità del suo tessuto.