FONDAZIONE

Il progetto vivente a cui Giovanni Michelucci ha dedicato più impegno negli ultimi 20 anni è stato la costituzione di una Fondazione con "lo scopo di contribuire agli studi ed alle ricerche nel campo dell'urbanistica e della architettura moderna e contemporanea, con particolare riferimento ai problemi delle strutture sociali, ospedali, carceri e scuole".

Preceduta dalla realizzazione di un Centro Studi La Nuova Città a Fiesole e dal Centro di documentazione Giovanni Michelucci a Pistoia, la Fondazione viene costituita nel 1982 con la Regione Toscana ed i comuni di Pistoia e Fiesole. Nel testamento Michelucci la nomina sua erede universale. Nel 1999 aderisce alla Fondazione anche il Comune di Firenze.

Dopo oltre 30 anni di attività la Fondazione Michelucci  si caratterizza come un originale punto di riferimento nella ricerca sui temi dell'habitat sociale e del rapporto fra spazio e società. Lo spazio è l'indicatore sensibile attraverso cui la Fondazione legge le diverse dinamiche di trasformazione sociale e opera per realizzare l’intreccio fra il tema dello spazio urbano e abitativo e i temi della salute e dell’assistenza, della devianza e delle istituzioni totali, dell'immigrazione e della convivenza.
Oggi la Fondazione ha diversi cantieri di ricerca aperti in collaborazione con istituzioni culturali ed enti pubblici, da cui nascono progetti e proposte che cercano di innovare le strategie di intervento rispetto ai più scottanti problemi urbani.

La sede Villa “Il Roseto” è in sé un’unità archivistica, il luogo fisico capace di far dialogare fonti diverse: i disegni e le foto delle sue architetture con i mobili disegnati dal primo dopoguerra in poi, i quadri e le sculture degli amici e della moglie con la biblioteca e la raccolta musicale, lo stesso estasiante panorama su Firenze con l’accorato sguardo urbanistico, le quotidiane attività di ricerca e un’idea di lavorare insieme che ancor oggi fortemente caratterizza questa istituzione, dove tutto racconta la memoria di Michelucci e una storia ancora operante della Fondazione, per lui forse l’ultima e più significativa l’opera lasciata.

I materiali della memoria di Giovanni Michelucci hanno richiesto e richiedono molta attenzione per la conservazione e la salvaguardia, ma archiviazioni e schedature hanno prodotto ricchissimi nuovi sviluppi in particolare sul piano dell’interrelazione tra altri soggetti: dal rinnovo di rapporti con altri architetti della scena italiana e internazionale alla ricomposizione di scambi epistolari, dal riaprirsi di nuovi sguardi sul mondo famigliare alla raccolta di testimonianze con lavoratori, artigiani e collaboratori. La rivista La Nuova Città, fondata nel 1945 e le altre pubblicazioni sono anch’esse parte della memoria pubblica del suo pensiero e delle attività della Fondazione stessa.
Infine l’apertura verso la rete non solo toscana degli archivi permette di condividere e costituire una “memoria larga” e trasversale per la lettura di pezzi importanti del Novecento attraversando architettura, arte, teatro, sociologia, filosofia, politica.

Dal 2006 al 2011 è stata conferita alla Fondazione la presidenza di AAA/Italia, l’associazione nazionale degli archivi d’architettura contemporanea.

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