Gli Architetti della Nuova Città. Firenze 1944-1966

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Convegno – giovedì 22 dicembre 2016 al Centro Pecci Prato dalle 9.30 alle 18.30, a cura della Fondazione Michelucci con Centro Pecci Prato e Regione Toscana.

La Fondazione Giovanni Michelucci, Centro Pecci Prato e Regione Toscana, in collaborazione con Ordine degli Architetti di Prato, Ordine degli Architetti di Firenze, Università degli Studi di Firenze – Dipartimento di Architettura, Archivio di Stato di Firenze, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, Comune di Firenze – Museo Novecento promuovono il convegno “Gli Architetti della Nuova Città. Firenze 1944-1966” che si terrà giovedì 22 dicembre 2016 presso il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato dalle 9.30 alle 18.30.

Il convegno è incentrato sull’idea della Nuova Città elaborata da Giovanni Michelucci, nel clima di tensione ideale e solidarietà cresciuto con la Liberazione, quando a Firenze si polarizzarono le energie di un gruppo di architetti, professori, assistenti e allievi della Facoltà di Architettura e di personalità di rilievo della cultura e dell’arte intenzionate a imprimere un profondo cambiamento al processo di ricostruzione della città.

Questa felice stagione di collaborazione intellettuale, preparata negli incontri che avvenivano mentre il paese era ancora immerso nella tragedia della guerra e poi nella Firenze liberata, produsse idee, proposte, progetti innovatori nell’architettura, nell’urbanistica, nel design, nell’arte, nell’editoria ed ebbe riflessi anche nella letteratura e nel cinema.

Sulle pagine della rivista “La Nuova città”, il cui primo numero uscì nel gennaio del 1946, vi scrivevano Gillo Dorfles, Giusta Nicco Fasola, Carlo Ludovico Ragghianti, Carlo Maggiora, Edoardo Detti, Domenico Cardini, Rolando Pagnini, Guido Morozzi, Bruno Migliorini, Ermanno Migliorini, Ranuccio Bianchi Bandinelli, Raffaello Ramat e vi furono pubblicati articoli di Gropius e altri importanti architetti internazionali.

La Facoltà di Architettura con la presidenza di Giovanni Michelucci si aprì alla città e nel vivacissimo mondo culturale del primo dopoguerra e nell’arroventato dibattito sulla ricostruzione, lo stesso Michelucci, Edoardo Detti, Giuseppe Giorgio Gori, Leonardo Ricci, Leonardo Savioli, Riccardo Gizdulich dettero un contributo di riflessioni e di proposte che alimentò l’interesse di intellettuali come Carlo Levi, Piero Bigongiari, Mario Luzi verso l’architettura. Ritroviamo i nomi di questi architetti incrociarsi nei gruppi che partecipano ai concorsi per la ricostruzione dei ponti e, ad esclusione di Michelucci, al concorso per la ricostruzione della zona distrutta attorno a Ponte Vecchio.

Gli esiti del processo di ricostruzione furono inferiori alle aspettative di una ricostruzione fondata sul rapporto tra comunità e spazio urbano, che vedeva la città come organismo unico e continuo, senza fratture e diaframmi di separazione. Dallo scontro sulla ricostruzione uscirono vincenti gli interessi legati alla rendita fondiaria che consegnarono una serie di falsi storici e una pesante eredità alla città.

La delusione non provocò demotivazioni, infatti, negli anni successivi ritroviamo gli stessi architetti, protagonisti del rinnovamento nei piani urbanistici, nelle progettazioni per l’emergenza abitativa e per i nuovi quartieri. Animano gallerie d’arte come la “Vigna Nuova”, “Numero” e “Quadrante” di Vittorio Giorgini o sono le voci di riviste come “Esperienza Artigiana”, innovando col design e il rapporto con l’arte settori esangui come l’artigianato artistico; inoltre collaborano all’organizzazione di mostre importanti come quelle su Wright, Le Corbusier e Alvar Alto, tessendo relazioni e collegamenti internazionali che contribuirono a sprovincializzare il dibattito sull’architettura.

Nel processo di cambiamento che investì la città ed il paese, e nella rottura delle solidarietà sociali e politiche che si erano costruite nella Liberazione e nelle speranze del Dopoguerra, nacquero divergenze anche tra gli architetti della Nuova Città, in taluni casi fino alla lacerazione e alla separazione dei personali destini professionali. Singolarmente o a piccoli gruppi ognuno continuò però a sperimentare nuovi modi di pensare la città e fare architettura. Rimasero come riconoscibili tratti comuni l’etica del progetto, la concezione di una architettura consapevole del suo ruolo sociale, la verità strutturale dell’opera, il gusto della ricerca e della sperimentazione, la visione comunitaria dell’architettura, il dialogo con l’arte.

Figure di riferimento: Giovanni Michelucci, Edoardo Detti, Giorgio Giuseppe Gori, Enzo Gori, Leonardo Ricci, Leonardo Savioli, Riccardo Gizdulich, Carlo Maggiora, Guido Morozzi,  Rolando Pagnini, Domenico Cardini,  Francesco Tiezzi, Vittorio Giorgini, Danilo Santi, Ernesto Nelli, Enzo Vannucci, Nereo De Mayer, Emilio Isotta, Ivo Lambertini.


PROGRAMMA

9.30 – Saluti istituzionali

Centro Pecci Prato, Stefano Pezzato
Ordine Architetti Prato, Luigi Scrima
Fondazione Giovanni Michelucci, Giancarlo Paba

10.00 – Relazione introduttiva

Gli Architetti della Nuova Città. Firenze 1944-1966
Corrado Marcetti, Fondazione Michelucci

11.00 – La Nuova Città, la Città Ideale e la nuova Firenze costruita
coordina Andrea Aleardi, Fondazione Michelucci
Video: Michelucci e Firenze tra arte, cultura e società, 1945-1966, UniFI/MuseoNovecento/Fond. Michelucci, 2014, 7’

La città ideale: Leonardo Savioli
Alessandro Poli, architetto

Leonardo Ricci: “città-terra”, “città integrata”
Corinna Vasic, Università di Firenze

Edoardo Detti: l’idea di città dalla ricostruzione al piano del 1962
Raimondo Innocenti, Università di Firenze/Fondazione Michelucci

Vittorio Giorgini. Ipotesi per un habitat più naturale
Marco Del Francia, B.A.Co. – Archivio Vittorio Giorgini

13.30 – pausa pranzo

14.30 – La via toscana alla modernità
coordina Stefano Pezzato, Centro Pecci Prato
Video: Gillo Dorfles e Firenze, UniFI, 2013, 12’

Per quella Nuova Città sempre differita
Marco Dezzi Bardeschi, Politecnico di Milano

Architettura, arredamento e design, tra la guerra e la ricostruzione
Mauro Cozzi, Università di Firenze/Fondazione Michelucci

L’eredità orentina attraverso il patrimonio degli archivi
Monica Nocentini, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana

16.30 – Maestri “non maestri”
coordina Gabriele Corsani, Università di Firenze
Video: Leonardo Savioli. Il segno generatore di forma-spazio, a cura di Massimo Becattini, ASFI, 2012, 20’

Didattica e progetto. La facoltà di architettura di Firenze nei primi anni del secondo dopoguerra.
Ulisse Tramonti, Università di Firenze

Addio ai maestri: dal dopoguerra ai Radicals
Gianni Pettena, Università di Firenze/Fondazione Michelucci

Fare architettura in Toscana oggi: ricercare i maestri
Antonio Bugatti, Ordine Architetti Firenze

18.00 – Conclusioni
Giancarlo Paba, presidente Fondazione Michelucci


La partecipazione al convegno permetterà di acquisire Crediti Formativi Professionali per architetti dell’Ordine Architetti Prato e di altri ordini.
Info e Accreditamento su piattaforma iM@teria.

>>> Scarica il programma in pdf
>>> Scarica la locandina in pdf


MuseoNovecento Firenze

 

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